Bambini e bambine speciali/ Bisogni “speciali” o bisogni individuali?

marzo 20, 2014 § 1 Commento

 stefano vitale

éI disturbi specifici dell’apprendimento: un nodo critico della scuola oggi. La scuola non sta molto bene. Anche perché essa lo specchio di una situazione confusa, frammentata, contradditoria. Una situazione in cui speranze e rassegnazione si intrecciano. Gli insegnanti perdono il loro ruolo, i ragazzi non trovano una motivazione e le famiglie aumentano la sfiducia e la conflittualità. La qualità della scuola italiana è sempre più in calo, i governi che si succedono non stanziano risorse sufficienti, anzi sempre più ne vengono sottratte malgrado gli annunci. E poi c’è il problema delle strutture disastrate, pericolanti. In mezzo a tutto questo, gli alunni disabili vedono sempre più diminuire l’attenzione sul tema dell’inserimento e del supporto scolastico. Ma emerge una nuova questione: quella dei ragazzi con “disturbi specifici dell’apprendimento”. Essi sono sempre esistiti, probabilmente. Oggi sono più “visibili”. Strano questo in una scuola per molti versi opaca e talvolta dimenticata. Accanto al tema dell’inclusione dei bambini stranieri, emerge quello dei bambini “diversi”. Non sono disabili, non sono “normali”, ma pongono dei problemi seri. A volte vengono raggruppati nella stessa classe. Un po’ ghettizzati. Ma hanno portato nella scuola nuovi temi. Si parla di dislessia, discalculia… e gli insegnanti sono costretti a confrontarsi con nuove strategie didattiche e persino relazionali. Perché la questione è anche emotiva. È un mondo da esplorare che mette in discussione le certezze consolidate. E’ un nodo critico che potrebbe obbligare la scuola a ripensare la propria azione. Gli insegnanti non sono sempre preparati a gestire queste situazioni ma è una potenziale opportunità. Anche se c’è sempre il pericolo di nuove forme di emarginazione. Certificare un alunno con DSA: magari un modo per etichettare, per “trovare una soluzione” per chi “disturba”. Noi proviamo ad occuparcene, a cercare di capire cosa sta succedendo. Vediamo sin dove sapremo arrivare.

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